Frame 1

il gesto infedele

Il gesto come la vita,non si ripete,per questo è così vitale.E’ una presenza semplice che si esaurisce nel suo atto,ciò che ha detto non è più da dire, la sua espressione non vive due volte.Ogni gesto compiuto è morto, perché non agisce che nel momento in cui viene espresso, il suo esaurirsi è però un invito a cercarne un altro,il suo dissolversi come gesto vivo,che non ha luogo se non una volta,allontanala minaccia della ripetizione e dispone al godimento della differenza. Per questo i nostro gesti dicono la nostra vita, dicono se è una “festa” dionisiaca o una“tragedia” della ripetizione, se il suo ritmo è la“danza” o il gesto economico e calcolatore che differisce per conservare, e conserva per paura di perdere. Il gesto è un tema dell’infedeltà dove non si tarda a comprendere che la fedeltà non esiste.

 

 
 

FRAME 2

Ingenuus

Ingenuus è parola latina che dice “nativo”, “originale”,“naturale” , “libero”Se questo è il senso della parola, trattenersi sull’ingenuità del corpo significa incontrarlo nella sua condizione originaria; significa restituirlo alla sua condizione“naturale”; ma quella natura che non è natura in senso scientifico, ma quello che per i Greci valeva come natura,quella che si apriva di fronte ai suoi occhi, la realtà naturale della dimensione del mondo-della-vita.Solo il mondo-della-vita offre la possibilità al nostro corpo di presentarsi non come supporto di iscrizioni, ma una sorta di “intenzionalità”, che ha nel mondo il suo correlato e il suo indispensabile ambiente. L’intenzionalità del corpo umano, il suo es-porsi e attendere dal mondo indicazioni per sé è confermato innanzitutto dalla sua struttura anatomica. Noi siamo eretti non per la meccanica del nostro scheletro o per la regolazione nervosa (semmai sono le conseguenze non le cause) ma perché siamo impegnati in un mondo. Come questo impegno viene meno si riduce la presa sul mondo, il corposi abbandona, quotidianamente al sonno, e alla fine alla morte, dove diviene oggetto puro, cosa tra cose, immobilità e non gesto, silenzio e non parola.

 

 
 

 

 

FRAME 3

Natoo

È un successivo appuntamento con il corpo con la sua originaria natura, un insieme di pulsioni, fremiti, sospiri. Una necessità di riscoprirci naturali anche nel nostro tempo, senza restare ancorato aduna visione bucolica della natura, della bellezza, della vita. Ma una necessitò di riscoprirci vivi dentro, una danza semplice ma inebriante per colorare i nostri occhi e la nostra pelle. Una danza simbolica, un simbolismo che ci lega con l'alterita, la nostra personale altro solo nostro, il nostro divino. 

 

 

Attivo stagione 2009-2010

scarica la cartolina PDF

 

Frame 4 

Studi sul l'essere e sull'agire

Di e con Roberta Zerbini e Riccardo Cazzato

Questa performance nasce al termine del progetto Frame, durato tre anni e incentrato sulle sperimentazioni legate all’autenticità del gesto improvvisato;si apre ora una nuova osservazione, dopo la ricerca dell’autenticità del gesto e del movimento danzato si è voluto eliminare l’ultimo fardello che restava della tradizionale forma di spettacolo, la separazione tra la scena e il pubblico tra  artista e spettatore. La performance dà luogo ad un evento legato all’essere in quel posto, in quel momento, con una ricerca di presenza attiva da parte di tutti artisti e spettatori, anch’essi artisti della loro esistenza quotidiana. La quotidianità di apre agli occhi di chi entra a visitare l’installazione, gli oggetti decisamente quotidiani riempiono ogni angolo e sono attivi e presenti con la loro forma, il loro peso il loro suono; protagonisti anch’essi della performance come nella nostra vita, radio, frullatori, letti, cucchiai, riso, acqua. Abitano questo luogo due personaggi, un uomo e una donna, sono assenti o presenti, sono a disposizione del pubblico, sono motivatori motivati.

La performance ha una durata variabile, da 15 minuti a 1 ora, può essere vista da un numero di circa 20 persone contemporaneamente. Non c’è volontà di stupire, né di provocare ma di unire le persone nella necessità del fare e dell’ essere sia nell’arte come nella vita, nel ritrovarsi vicini nella creazione di un evento unico, entusiasmante, bello, divertente.